Eccezionale intervento su una bambina somala

pubblicato il 27 Lug 2015

Qualche settimana fa siamo stati contattati dal dott. Cosimo Gigante, responsabile dell’Unità di Ortopedia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova che ci ha segnalato il caso di una bambina somala di 6 anni affetta da una grave malformazione delle ginocchia. La piccola è portatrice di una rara malformazione, abbastanza facilmente curabile in età neonatale, che però appare di problematica soluzione con il trascorrere dei mesi. La bambina proviene da una poverissima area rurale della Somalia e non è mai stata trattata per questo problema. La comunità somala italiana, venuta a conoscenza di questo penoso caso umano, ha organizzato una colletta internazionale che consentisse di far accedere la bambina alle cure nel nostro Paese ed ha contattato il dott. Gigante per chiedergli se fosse disponibile a curarla il quale, pur trattandosi di un caso molto difficile ha dato la sua disponibilità.

Trattandosi di interventi molto importanti il ricovero si è dovuto protrarre oltre i 20 giorni, generando così un costo supplementare che i poverissimi genitori e la stessa cordata di solidarietà dei connazionali non è in grado di sopportare. A ciò si aggiunge un nuovo intervento di rimozione delle placche femorali, applicate in occasione della prima procedura chirurgica e un indispensabile e lungo ciclo di riabilitazione.

Padova Ospitale ha quindi deciso di impegnarsi saldando le spese di ricovero della piccola ancora in sospeso e attivando una raccolta fondi per aiutare lei e la madre a far fronte alle ulteriori spese per il nuovo intervento e garantire il loro soggiorno in città durante il periodo della riabilitazione.

Per contribuire è possibile fare un versamento sul C/c n° 908687/T intestato ad Associazione Padova Ospitale onlus su Cassa di Risparmio del Veneto – ag. Via Ospedale Civile
IBAN: IT 35 B062 2512 1970 7400 9086 87 T     specificando come causale   “liberalità in favore della bimba somala”

oppure direttamente con carta di credito o carta prepagata qui.

 

Articolo de “Il Mattino” 21 luglio 2015

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